Adesso qui...in direzione di una coscienza espansa e libera!: Dobbiamo sapere! Sapremo!    
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picture29 Oct 2011 @ 19:33, by Oscar Marzorati

Prima pubblicazione, in portoghese Brasil247

In inglese Sandorian
Grove


In tedesco SimpliGERMANissimus

Dobbiamo sapere. Sapremo.
di Max Sandor

Cos’è la verità? Come la si trova? Come possiamo riconoscere se tutto ciò che incontriamo è, in verità, la verità? Come possiamo evitare di perderla? Nulla in questo mondo è stato tanto frequentemente e appassionatamente evocato come il concetto e il nome della verità. Tuttavia, nulla fu più distorto, negato e adulterato. Per il solo fatto di averla scoperta, moltissimi fra uomini e donne furono torturati fino alla morte. Per evitare che la verità fosse conosciuta, una miriade di esseri umani fu ricattata e assassinata.

'Scoprire la verità' possiede uma lunga e profonda tradizione all’interno delle professioni umane. Esistono diversi gruppi di ricercatori della verità: detectives e investigatori, scienziati e filosofi, storici e archeologi. Esistono, anche, coloro che professano di aver incontrato la verità, come per esempio gli estremisti della religione, guru di ogni tipo, i teorici della cospirazione, i 'truthers' e gli scienziati ortodossi, giusto per elencarne alcuni.

A nostro malgrado, esistono anche quelli che ricavano lucro dalle semi-verità, come i “machiavellici”, che usurpano la stessa con il solo obiettivo di far avanzare i propri piani di dominazione, e quelli che semplicemente ne ricavano denaro.

L’influenza nel lungo tempo dei dogmi religiosi e degli interessi politico/economici creò um clima di paura e incertezza all’interno del mondo scientifico, dando spazio a opportunismo e calunnie. Piace vivere nell’illusione che tutto ciò sia gia stato risolto da tempo, ma di fatto, non è cambiato nulla.

La filosofia si è venduta fin gia dall’istituzionalizzazione delle accademie. Proclamare che il “Re è nudo” non ci permette di pagare le bollette a fine mese. Tutte le aree della scienza passarono a essere dipendenti o addirittura quase inseparabili dai propri mondani alleati. Investigatori e storici furono forzati a doversi limitare nel condividere solamente informazioni autorizzate, ritrovandosi a raccontare storie a lieto fine per bambini, dettate dai loro padroni.

Restano ora, coloro che difendono i bastioni della verità, la scienza e i suoi ordinati sacerdoti, gli scienziati accademici ed i loro eredi, gli scienziati dissidenti e i ricercatori amatoriali. I sacerdoti della verità ufficiale hanno scambiato le sigle con i loro propri nomi, da SJ a PhD. Tuttavia, per proteggersi dalla nuova inquisizione, si nascosero dietro complessità artificiali, patentini e segreti economici. Gia che nessuno, se non i loro 'peers', è in grado di comprenderli, possono sentirsi al sicuro nella propria torre d’avorio.

David Hilbert, un’icona di coraggio in un mondo insano e ricco di delusioni, dichiarò categoricamente: “Una teoria matematica non può definirsi completa fino a che tu non possa spiegarla al primo passante che incontri per strada!” Le sue parole assumono oggi un nuovo significato, in un tempo di distribuzione veloce e libera di informazioni. Hilbert sapeva che la sete della conoscenza è ancorata tanto profondamente nei nostri cuori e nelle nostre menti, che mai potrà essere estirpata. Nessuna forma di propaganda, distorsione o lavaggio del cervello potrà eliminare questa sete. Nell’esatto momento in cui si pensò che la fiamma della verità si fosse estinta, si accese di nuovo.

Malgrado ciò, per liberarla dalle falsificazioni necessitiamo filtrare ciò che fu installato nei nostri pensieri durante gli ultimi secoli. Tutti gli sforzi per scorpire la verità nella natura, nel nostro universo e nelle nostre vite, devono cominciare con lo smantellamento delle bugie e delle false percezioni del passsato.

Perciò:
abbiamo bisogno di separare la scienza dalla religione e i suoi dogmi, dalle speculazioni dei filosofi attualmente privi di conoscenza sui reali processi della natura, dai politicanti che abusano della scienza per portare a compimento gli impegni delle proprie agende nascoste, e dai tecnocrati che la utilizzano con il solo obiettivo di sviluppare nuovi prodotti esclusivi che si possano vendere.

Separare la scienza dalla tecnologia è allo stesso modo importante, separarla dai suoi strumenti, principalmente la statistica. Il metodo matematico della statistica può essere uno strumento utile e elementare di aiuto alla ricerca e di supporto alle teorie e applicazioni, ma, la statistica, non fu mai una scienza vera e propria, e mai lo sarà; non potrebbe mai essere usata come “prova” per dimostrare qualcosa. Il muto consenso da parte degli scienziati che tollerano questo ovvio abuso, nelle affermazioni e implicazioni, dei politici e economisti ingannatori, non rappresenta nient’altro che un tradimento alla propria figura professionale.

Dobbiamo imparare a pensare, dedurre e concludere, da soli, dato che mai dovremmo dipendere esclusivamente dall’integrità e dall’etica degli scienziati. Loro sono limitati da una rete di dipendenza finanziaria e vanità professionali volte all’ottenimento di una certa fama. Nella situazione attuale, il nostro lavoro, così come la sopravvivenza stessa delle nostre famiglie, dipende da pagamenti continui, al governo o all’industria. La “libertà di ricerca”, sempre se mai esistita, attualmente la potremmo immaginare come um rigido involucro vuoto, contenente il nulla.

Dobbiamo disfare le infiltrazioni delle pseudo-scienze, come l’economia, la sociologia e la statistica, all’interno delle scienze naturali tradizionali, o, almeno, ridefinire i suoi domini e posizioni in maniera più congrua ed appropriata.

Dobbiamo domandarci che cosa ci presentano in realtà i mass-media e i suoi portavoce. Dobbiamo imparare a riconoscere le verità false e artificiali nelle affermazioni di coloro che hanno l’unico obiettivo di lucrare ed ottenere potere politico.

Dobbiamo estendere la definizione di corruzione come fenomeno, che ingloba i processi intellettuali, culturali e, si, la propria scienza e le sue istituzioni.

Dobbiamo aumentare la qualità dell’educazione basica, per offrire ai nostri figli strumenti che li abituino a pensare indipendentemente e nutrire la sete di conoscienza, invece di creare la mentalità da “schiavo consumatore” creata dalle griffes della società dei consumi.

Dobbiamo, infine, trovare il coraggio di aprirci all’autocritica e fermare la falsa tolleranza degli opportunisti in questa società tanto deludente.

Sono sempre esistiti uomini e donne coraggiosi e con una lucidità tale da poter risvegliare una nuova passione per la verità nel nostro tempo, come Hilbert, che proclamò in faccia al nazismo:

“Dobbiamo sapere! Sapremo!”


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1 comment

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